Redazione Il Vaticanese

Cardinale Angelo Bagnasco: Tecnocrazia transnazionale minaccia la politica

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Cardinale Angelo Bagnasco - Presidente CEI

Il cardinale Angelo Bagnasco denuncia il rischio che la politica sia «sempre più debole e sottomessa», nell’attuale contesto di crisi economica, che la speculazione la la renda «irrilevante, e quasi inutile» e che una «tecnocrazia transnazionale anonima» voglia «prevalere sulle forme della democrazia fino a qui conosciuta», in apertura del Consiglio permanente della Cei.

«La fluidità di valori, relazioni e riferimenti, non impedisce affatto – semmai favorisce – il formarsi di coaguli sovrannazionali talmente potenti e senza scrupoli, tali da rendere la politica sempre più debole e sottomessa», ha detto l’arcivescovo di Genova. «Mentre invece dovrebbe essere decisiva, se la speculazione non avesse deciso di tagliarla fuori e renderla irrilevante, e quasi inutile. Ed è quel che sembra accadere sotto gli occhi attoniti della gente. Quando il criterio è il guadagno più alto e facile possibile e nel tempo più breve possibile, allora il profitto non è più giusto, ma diventa scopo a se stesso giocando sulla vita degli uomini e dei popoli. Al di là di ogni ventata antipolitica, va detto che la politica è assolutamente necessaria, e deve mettersi in grado di regolare la finanza perché sia a servizio del bene generale e non della speculazione. Non è possibile vivere fluttuando ogni giorno nella stretta di mani invisibili e ferree, voluttuose di spadroneggiare sul mondo».

 I Partiti facciano la loro parte per le riforme - E’ «irrinunciabile» che «i partiti si impegnino per fare in concomitanza la propria parte, in ordine a riforme rinviate per troppo tempo tanto da trovarsi ora in una condizione di emergenza»: così il cardinale Angelo Bagnasco in merito ai destini del Governo Monti, «esecutivo di buona volontà, autonomo non dalla politica ma dalle complicazioni ed esasperazioni di essa».

Evadere le tasse è un peccato – «Evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo».

«Per certi versi – ha detto ancora Bagnasco – questa è una stagione propizia per imprimere allo Stato e alla stessa comunità politica strutture e dinamiche più essenziali ed efficienti, lontane da sprechi e gigantismi. Per cooperare attivamente con il Governo a riequilibrare l’assetto della spesa in termini di equità reale, e metter mano al comparto delle entrate attraverso un’azione di contrasto seria, efficace, inesorabile alle zone di evasione impunita, e ai cumuli di cariche e di prebende. La Chiesa – ha detto l’arcivescovo di Genova – non ha esitazione ad accennare questo discorso, perché – afferma in trasparente riferimento alla vicenda dell’Ici – non può e non deve coprire auto-esenzioni improprie».

Preservare la domenica, sostenere le famiglie – La domenica «non può essere sacrificata all’economia», secondo il cardinale Angelo Bagnasco, che, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente aperto nel pomeriggio a Roma, ha sottolineato, sullo sfondo delle liberalizzazioni approvate dal Governo Monti, il legame tra il rispetto della domenica e la solidità della famiglia, ed ha chiesto che essa sia sostenuta con «politiche forti, dirette ed efficaci».

«Le famiglie oggi sono più vulnerabili, ma non è questo un buon motivo per indebolirle ancora di più, anzi», ha detto Bagnasco. «Sarebbe grave impedire – o comunque non favorire – che la famiglia possa riunirsi per ritrovarsi, avendo tempi sufficienti liberi dal lavoro. Non è assolutamente indifferente né efficace parcellizzare il tempo del riposo in base alle leggi del mercato. La domenica, che nella tradizione del nostro Paese è dedicata alla famiglia e, se cristiana, al Signore nella comunità – ha detto il presidente della Cei – non può essere sacrificata all’economia, indebolendo anche in questo modo un istituto che sempre di più si conferma, insieme alla persona, come la prima risorsa di una società che voglia essere non una moltitudine di individui ma un popolo coeso e solidale. E’ già fin troppo evidente che, nell’ambito dei poteri globali, si vuole rompere le reti virtuose, e ridurre l’uomo in solitudine perché sia meglio manipolabile». In questo senso, «si chiede ogni sforzo e lungimiranza perché si corregga una rotta destinata a deragliare sul piano antropologico e sociale, e perché il soggetto famiglia sia sostenuto con politiche forti, dirette ed efficaci, anche in ordine alle scelte educative per i figli».

Cattolici, vagliare la solidità della loro Fede in politica - «Vorrei rilanciare anche una felice ‘provocazione’ del Papa: ‘Ci si è adoperati perché la presenza dei cristiani nel sociale, nella politica o nell’economia risultasse incisiva, e forse non ci si è altrettanto preoccupati della solidità della loro fede, quasi fosse un dato acquisito una volta per tutte’». Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dedica un breve passaggio della sua prolusione per il Consiglio permanente della Cei al ruolo dei cattolici in politica. «Se questa sottovalutazione in passato c’è stata – ha detto Bagnasco – è del tutto evidente che siamo impegnati a far sì che essa non si ripeta».

Carceri: Presto un piano, anche un suicidio è troppo – Il cardinale Angelo Bagnasco sottolinea «la necessità di approntare un piano carceri che sia degno di un Paese della nostra tradizione giuridica e umanistica», nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. «Anche un solo suicidio, che avvenga per le condizioni disumane cui sono soggetti i carcerati – ha proseguito Bagnasco – è di troppo. Non è vero, e non si può pensare che quelle dei carcerati siano vite a perdere. Se un pensiero simile dovesse albergare nella coscienza di un solo cittadino sarebbe una sconfitta per tutti».