Sanità, governo in campo per il debito di Lazio e Molise: rinviate le nomine

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Un governo tecnico con sfumature sempre più politiche. Nell’ultimo Consiglio dei ministri c’è stato il tentativo di sostituire i due sub commissari della sanità del Lazio e del Molise (nominati dal governo Berlusconi) con altri due tecnici, di area politica diversa. Le nomine sono state per ora rinviate (ma molto probabilmente saranno riproposte) e l’impressione è proprio quella che il governa voglia un controllo più diretto, e quindi politico, sui debiti della sanità di due Regioni governate dal Centrodestra.

Le sostituzioni. Dal Molise sono rimbalzate le notizie, piuttosto dettagliate, sulle delibere. In Molise ci sono due sub commissari (Isabella Mastrobuono e Mario Morlacco) e la proposta prevedeva la nomina di Nicola Rosato, direttore amministrativo del policlinico di Bari ma anche consulente della commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali della Camera. Nel Lazio invece Giuseppe Spata avrebbe dovuto far posto a Gianni Giorgi, in passato direttore generale della sanità in Lombardia e poi non numerosi incarichi anche in una Asl di Parma e al Campus Biomedico di Roma.

Il ruolo dei sub commissari. La Regione Lazio e quella Molise sono commissariate per i debiti in sanità e il ruolo dei sub commissari è fondamentale perché da loro dipendono gli atti del piano di rientro dal deficit come il taglio di posti letto o la chiusura degli ospedali. Anzi, il ruolo da tecnici diventa quasi superiore a quello dei commissari (i rispettivi presidenti delle giunte regionali, Renata Polverini nel Lazio e Angelo Michele Iorio nel Molise) perché i sub commissari hanno il ruolo di proporre modifiche ai decreti e sono la vera interfaccia tra le Regioni e il governo che deve verificare l’attuazione dei piani di rientro dai debiti. Non solo, senza la loro firma sui decreti, gli atti sono nulli. Sostituire i sub commissari sarebbe stato per le due Regioni finire ulteriormente sotto tutela del governo che avrebbe potuto avere una maggiore forza di indirizzo non più solo economico. Di fatto sarebbe stato spostato un asse tecnico verso una diversa connotazione politica.

Delibere fuorisacco. Non ci sono atti ufficiali, ma mercoledì scorse sono arrivate sul tavolo di Mario Monti due proposte “fuorisacco”. Le delibere non erano state inserite nell’elenco ufficiale dell’ordine del giorno e sono state accantonate. Non è però escluso che vengano riproposte in una delle prossime riunioni dei ministri.

Fonte Il Messaggero di Marco Giovannelli

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