Redazione Il Vaticanese

Giornata della Pace di Assisi: Dialogo, Preghiera per la Pace e Giustizia nel mondo

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Benedetto XVI

“Pellegrini della Verità, Pellegrini della Pace” il tema di questa importante giornata della pace che si terrà ad Assisi il giorno 27 Ottobre 2011 come celebrazione del 25° anniversario dello storico incontro tenutosi ad Assisi il 27 ottobre 1986, per volontà del Beato Giovanni Paolo II.

Ecco il programma ufficiale pubblicato dal sito ufficiale della Santa Sede.

  • INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. PETER KODWO APPIAH TURKSON
  • INTERVENTO DI S.E. MONS. PIER LUIGI CELATA
  • INTERVENTO DEL REV.DO DON ANDREA PALMIERI
  • INTERVENTO DEL REV.MO MONS. MELCHOR JOSÉ SÁNCHEZ DE TOCA Y ALAMEDA
  • PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI ASSISI  
  • Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo “Pellegrini della verità, Pellegrini della pace” (Assisi, 27 ottobre 2011).Intervengono: l’Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; S.E. Mons. Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; S.E. Mons. Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Rev.do Don Andrea Palmieri, Incaricato della Sezione orientale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; Rev.mo Mons. Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura; Rev.do P. Jean-Marie Laurent Mazas, Pontificio Consiglio della Cultura, Direttore del Cortile dei Gentili.Pubblichiamo di seguito gli interventi dell’Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, del Rev.do Don Andrea Palmieri, del Rev.mo Mons. Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, e il programma della giornata di Assisi:
  • INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. PETER KODWO APPIAH TURKSONIl 1° gennaio scorso, al termine della preghiera dell’Angelus, Benedetto XVI ha annunciato di voler solennizzare il 25° anniversario dello storico incontro tenutosi ad Assisi il 27 ottobre 1986, per volontà del Beato Giovanni Paolo II. In occasione di tale ricorrenza, il Santo Padre ha inteso convocare, per l’ormai prossimo 27 ottobre, una Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la giustizia e la pace nel mondo, recandosi pellegrino nella città di San Francesco e invitando nuovamente ad unirsi a questo cammino i fratelli cristiani delle diverse confessioni, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà.La Giornata ha come tema Pellegrini della verità, pellegrini della pace. L’obiettivo della giornata – ha ricordato Benedetto XVI in Germania nell’incontro con le comunità musulmane il 23 settembre scorso – è quello di mostrare, con semplicità, che da uomini religiosi e di buona volontà , si desidera offrire il proprio particolare contributo per la costruzione di un mondo migliore, riconoscendo al tempo stesso la necessità, per l’efficacia dell’azione, di crescere nel dialogo e nella stima reciproca.Ancora oggi, come 25 anni fa, il mondo ha bisogno di pace. Ha bisogno che gli uomini e le donne sensibili ai valori religiosi, che gli uomini non credenti ma amanti del bene, ritrovino il gusto di camminare insieme. Il prossimo incontro di Assisi intende, pertanto, continuare l’esperienza di fraternità vissuta e sperimentata nel 1986. Vuole essere un sogno che continua e diviene sempre più realtà: ognuno insieme all’altro, non più uno contro l’altro; tutti i popoli in marcia da diversi punti della terra, per riunirsi in un’unica famiglia.Dopo 25 anni di collaborazione tra le religioni e di testimonianza comune è tempo di bilanci e di rilancio dell’impegno, a fronte di nuove sfide. Esse sono insite nella crisi finanziaria ed economica che dura più del previsto; nella crisi delle istituzioni democratiche e sociali; nella crisi alimentare ed ambientale; nelle migrazioni bibliche, nelle forme più subdole del neocolonialismo, nelle perduranti piaghe della povertà e della fame, nell’indomito terrorismo internazionale, nelle crescenti diseguaglianze e nelle discriminazioni religiose.Ancora una volta – basti pensare ai recenti avvenimenti in Egitto o in altre regioni del mondo – c’è bisogno di dire «no» a qualsiasi strumentalizzazione della religione. La violenza tra religioni è uno scandalo che snatura la vera identità della religione, vela il volto di Dio ed allontana dalla fede.Il cammino delle religioni verso la giustizia e la pace, perché impegno primario della coscienza che anela al vero e al bene, non può che essere caratterizzato da una comune ricerca della verità.La pace ha bisogno della verità sulle persone, sugli Stati, sulle religioni stesse, nonché sulle corrispondenti culture, in cui spesso si annidano elementi non conformi alla verità sull’uomo, per cui divengono ostacolo allo sviluppo integrale dei popoli e alla pace (cf Caritas in veritate, n. 55).È per questo che Benedetto XVI desidera porre l’esperienza di Assisi 2011, oltre che nel segno della preghiera e del digiuno, sotto la cifra del pellegrinaggio, che implica ascesa, purificazione, convergenza verso un punto superiore, assunzione di un impegno comunitario. La verità rende più liberi e più capaci di essere, insieme, costruttori di pace.La ricerca della verità è premessa per conoscersi meglio, per vincere ogni forma di pregiudizio, ma anche di sincretismo, che offusca le identità. Essere tutti partecipi di un comune cammino di ricerca della verità significa riconoscere la propria specificità, sulla base di ciò che ci fa uguali – tutti siamo capaci di verità – e diversi insieme. Non tutti, infatti, possediamo la verità allo stesso modo; l’averla, poi, ricevuta in dono non impedisce di approfondirla e di sentirsi compagni di viaggio di ogni uomo e donna, perché essa non è mai esauribile.

    Ricercare sinceramente ed umilmente la verità significa, poi, rinnovare uno sguardo di benevolenza nei confronti degli altri, per accettarsi reciprocamente, dialogare meglio, e collaborare al bene comune, su cui è possibile convergere sul piano di una ragione naturale. Non sempre è possibile il dialogo sul piano teologico o dottrinale, mentre appare più agevole il dialogo sul piano della vita e delle opere.

    La ricerca della verità è, inoltre, condizione per abbattere il fanatismo e il fondamentalismo, per i quali la pace si ottiene con l’imposizione agli altri delle proprie convinzioni.

    È, ancora, condizione per superare la babele dei linguaggi e quel laicismo che intende emarginare dalla famiglia umana Colui che ne è il Principio e il Fine.

    È, da ultimo, premessa per ogni rinascimento morale delle persone e delle istituzioni.

    In vista della pace, la sola conoscenza teorica non basta, occorrono una mobilitazione dello spirito, la ricerca di nuove vie, di buone pratiche, di gesti e di istituzioni che possono essere posti in atto solo mediante relazioni positive e l’apertura delle coscienze al Sommo Vero e al Sommo Bene, Dio: un’apertura che è scritta anche nello spirito degli atei, perché ogni anelito al bene è un raggio di quel Lógos o «Sole» (Dio) che ancora non si conosce pienamente e a cui si è inevitabilmente protesi per dono dello stesso Creatore.

    Sul senso della Giornata di Assisi 2011 interverranno anche i Segretari dei Pontifici Consigli che assieme al Pontificio Consiglio della Giustizia e della pace hanno ricevuto l’incarico di organizzare un tale evento. Mi fermo, allora, a presentare, per grandi linee, l’articolazione della Giornata, che sarà preceduta, il giorno 26 ottobre, al posto della udienza del mercoledì, da una liturgia della Parola, presieduta in piazza san Pietro da Benedetto XVI alle ore 10,30. Oltre agli abituali pellegrini parteciperà, in particolare, la Diocesi di Roma, che si stringerà , con la sua ricca varietà di carismi e ministeri, di associazioni e di movimenti, intorno al Successore di Pietro per invocare dal Signore abbondanti frutti di bene per l’intera umanità dalla Giornata di Assisi.

    Per quanto concerne la giornata del 27 ottobre le delegazioni partiranno da Roma, in treno, insieme col Santo Padre. Il treno rallenterà a Terni, Spoleto e Foligno, dando modo a queste Chiese locali di mostrare la loro partecipazione e la loro solidarietà all’iniziativa di Benedetto XVI convenendo nelle stazioni. All’arrivo in Assisi, ci si recherà presso la Basilica di S. Maria degli Angeli, dove avrà luogo un momento di commemorazione dei precedenti incontri e di approfondimento del tema della Giornata. Interverranno esponenti di alcune delle delegazioni presenti e anche il Santo Padre prenderà la parola.

    Seguirà un pranzo frugale, condiviso dai delegati: un pasto all’insegna della sobrietà, che intende esprimere il ritrovarsi insieme in fraternità e, al tempo stesso, la partecipazione alle sofferenze di tanti uomini e donne che non conoscono la pace. Sarà poi lasciato un tempo di silenzio, per la riflessione di ciascuno e per la preghiera. Nel pomeriggio, tutti i presenti in Assisi parteciperanno ad un cammino che si snoderà verso la Basilica di San Francesco. Sarà un pellegrinaggio, a cui prenderanno parte nell’ultimo tratto anche i membri delle delegazioni; con esso si intende simboleggiare il cammino di ogni essere umano nella ricerca assidua della verità e nella costruzione fattiva della giustizia e della pace. Si svolgerà in silenzio, lasciando spazio alla preghiera e alla meditazione personale. All’ombra della Basilica di San Francesco, là dove si sono conclusi anche i precedenti raduni, si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace.

    I Paesi del mondo rappresentati sono più di 50, tra i quali, oltre a numerosi Paesi europei e americani, anche Egitto, Israele, Pakistan, Giordania, Iran, India, Arabia Saudita, Filippine e molti altri (sono quelli che soffrono forse maggiormente, in questo momento storico, per problemi di libertà religiosa e dialogo tra religioni)

    I delegati cattolici (in totale 13 tra presidenti di Conferenze episcopali regionali e patriarchi e arcivescovi maggiori delle Chiese Sui Iuris) rappresentati solo dal Santo Padre, siederanno non sul palco, ma in settore riservato ai vescovi.

    Ad Assisi, i Capi delegazione cha saliranno sul palco con il Santo Padre riceveranno, nel pomeriggio sul Piazzale san Francesco, al termine della Giornata, una lampada che verrà accesa simbolicamente (luce = simbolo della religione che illumina i passi dell’uomo alla ricerca del cammino verso la pace).

    Si ringraziano, infine, i numerosi Volontari che si adopereranno per la buona riuscita dell’evento e tutte le istituzioni che con la loro generosità stanno consentendo una più efficace organizzazione.

    [01442-01.01] [Testo originale: Italiano]

     

  • INTERVENTO DI S.E. MONS. PIER LUIGI CELATASua Em.za il Card. Turkson ha presentato in modo molto chiaro il senso e l’articolazione della prossima “Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo”.L’esperienza di dialogo del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, soprattutto con i musulmani, mi suggerisce di aggiungere, se mi è permesso, una breve annotazione.Non pochi problemi che emergono nella vita concreta della società civile interpellano, in modo specifico, anche le diverse tradizioni religiose, soprattutto dove esse hanno o rivendicano uno spazio pubblico. Si pensi ai problemi posti dall’emigrazione: accettazione dell’altro, rispetto per la sua diversità, in particolare religiosa e culturale; dignità di ogni persona umana e diritti-doveri che ne derivano, come quelli concernenti la libertà religiosa; l’uguaglianza fondamentale di tutti gli uomini; il valore della famiglia; il ruolo della religione nella società civile; ed ancora: il valore sacro della vita umana, in ogni sua fase. Ma anche – come ha esposto l’Em.mo Card. Turkson – le questioni che attengono, nel senso più comune, alla giustizia sociale.Tutto questo, ed altro, interpella i seguaci delle diverse religioni, e li obbliga a cercare, alla luce delle rispettive tradizioni e della ragione, elementi di soluzione.È chiaro che dalla loro capacità propositiva dipende l’attenzione, la considerazione della società civile. Dalla capacità delle religioni di servire l’uomo nella totalità della sua dignità dipende, in ultima istanza, la loro credibilità.Appare evidente, in questo contesto, la necessità dell’incontro, del dialogo, del comune impegno perché, in un mondo ormai in corsa verso la globalizzazione, le differenti religioni, con le loro specifiche risorse, possano corrispondere alle attese per la promozione di certi valori autenticamente umani.Da qui l’importanza e l’attualità della prossima Giornata di Assisi voluta dal Santo Padre: farsi insieme pellegrini, per riflettere, mediante l’ascolto e il silenzio; incontrarsi in atteggiamento di dialogo; pregare, ognuno secondo la propria tradizione: per ravvivare l’impegno comune a servire l’uomo nelle sue istanze basilari di giustizia e di pace tra le nazioni e all’interno di ogni società.Quanto alla partecipazione alla prossima Giornata, posso rendere noto che, ad oggi, hanno confermato la loro presenza 176 esponenti di diverse tradizioni religiose non cristiane e non ebraiche.

    Dico, anzitutto, che sono attese 4 personalità in rappresentanza delle Religioni Tradizionali dell’Africa, dell’America e dell’India. Il rappresentante della tradizione religiosa indiana partecipa per la prima volta alla Giornata di Assisi. L’africano Prof.Wone Abimbola offrirà una riflessione sul tema della Giornata.

    Per quel che riguarda le religioni connesse col sub-continente indiano, hanno accettato l’invito del Santo Padre 18 persone:

    - 5personalità Indù con 2 accompagnatori. Tra di esse vi è il Prof. Rajhmoon Gandhi, nipote del Mahatma Gandhi, che già partecipò alla Giornata del 1986

    - 3 jainisti ;

    - 5 Sikh ;

    - 1 Bahai, che per la prima volta è presente ad una Giornata di Assisi.

    Per le altre religioni diorigine asiatica, si sono avute le seguenti conferme di partecipazione:

    - 67 Buddisti, di cui 16 capi-delegazione provenienti dal 11 Paesi:

    a) 1 gruppo dalla Corea del Sud, dallo Sri Lanka, da Myanmar, dalla Cambogia, dall’India (Tibetani), da Singapore, dalla Cina Popolare (che viene per la prima volta), da Taiwan e dall’Australia;

    b) 2 gruppi dalla Tailandia e 5 delegazioni dal Giappone.

    È poi atteso il Presidente dell’Associazione del Confucianesimo, con 2 accompagnatori, dalla Corea del Sud.

    Da Hong Kong verrà il Presidente dell’Associazione del Taoismo, con 2 accompagnatori.

    Hanno confermato la loro presenza 2 delegazioni shintoiste dal Giappone, con un totale di 17 partecipanti.

    Tra le Nuove Religioni del Giappone sono da registrare esponenti di 4 denominazioni per un totale di 13 persone.

    La partecipazione dei musulmani è risultata, indubbiamente, condizionata da alcuni fattori, sia per il numero che per il livello di rappresentatività, come la situazione socio-politica in diversi Paesi arabi a forte maggioranza musulmana del Medio Oriente, del Nord Africa e del Golfo.

    Si è poi verificata la quasi coincidenza con il pellegrinaggio alla Mecca e con la Conferenza interreligiosa annuale di Doha, in Qatar.

    Dai paesi arabi medio-orientali, e dai Paesi occidentali sono attesi 48 musulmani, e precisamente: dalla Giordania, da Israele, dall’Egitto, dal Libano, dall’Algeria, dal Marocco, dall’Iran, dalla Turchia, dall’Arabia Saudita, dall’Albania, dalla Bosnia ed Erzegovina, dalla Bulgaria, dall’Azerbaigian, dal Tajikistan, dal Regno Unito, dalla Francia, dall’Italia, dal Portogallo, dagli Stati Uniti di America.

    Tra le personalità provenienti da questi Paesi, precisamente dall’Azerbaigian, è da notare lo Sheick-ul Islam Allahshukur Pashazade, Presidente della Direzione dei Musulmani del Caucaso.

    Si può inoltre rilevare la presenza di un rappresentante del Re dell’Arabia Saudita e Custode delle 2 Sacre Moschee:si tratta del Vice Ministro dell’Educazione, S.E. Faisal Al Muammar e Acting Segretario Generale del “King Abdullah Bin Abdulaziz International Centre for Interreligious and Intercultural Dialogue” di Vienna appena istituito; il rappresentante delRe del Marocco, il Ministro delle Pie Fondazioni e degli Affari Islamici, Prof. Ahamd Tawfiq e un Membro della Famiglia reale della Giordania, il P.pe Ghazi bin Muhammad.

    Si può notare che dalle precedenti Giornate di Assisi a quella attuale vi è stato un crescendo di partecipanti musulmani: 11 nel 1986, 32 nel 2002, 50 quest’anno.

    Dai paesi dell’Asia del Sude del Sud-Est a maggioranza musulmana (che comprendono il 60 % dei musulmani nel mondo) hanno confermato la loro partecipazione 5 personalità, accompagnate da 7 esponenti musulmani, provenienti: dal Pakistan, dal Bangladesh, dalla Tailandia e dall’Indonesia.

    Da quest’ultimo paese, in particolare, che conta il più grande numero di musulmani nel mondo ( circa 190 milioni) sono attesi esponenti delle due maggiori e più influenti Organizzazioni islamiche : la “Muhammadiyah” e la “Nahdlatul Ulama”. Il Sig. Nasihin Hasan, Direttore esecutivo della Conferenza Internazionale degli Accademici musulmani, sorta da un’iniziativa della “Nahdlatul Ulama”, offrirà una testimonianza sul tema della Giornata.

    [01443-01.01] [Testo originale: Italiano]

     

  • INTERVENTO DEL REV.DO DON ANDREA PALMIERILa notizia della convocazione di questa Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo ha avuto un’eco significativa nel mondo cristiano. La risposta delle Chiese e Comunità ecclesiali all’invito del Santo Padre è stata molto positiva. Le delegazioni saranno infatti numerose e di alto profilo: se ne uniranno al pellegrinaggio 31, provenienti da altrettante Chiese, Comunità ecclesiali ed Organizzazioni cristiane mondiali.Per le Chiese d’Oriente, saranno presenti 17 delegazioni. Il Patriarca Ecumenico, Sua Santità Bartolomeo I, guiderà la delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Parteciperanno inoltre Sua Beatitudine Anastas, Arcivescovo di Tirana, Durazzo e tutta l’Albania (Chiesa ortodossa di Albania), Sua Eminenza Aleksandr, Metropolita di Astana e Kazakhstan (Patriarcato di Mosca) e molti altri rappresentanti, anche delle Chiese Ortodosse Orientali, come il Patriarcato siro – ortodosso, la Chiesa Apostolica Armena e la Chiesa ortodossa sira malankarese. Vi sarà anche una delegazione della Chiesa Assira dell’Oriente.Per le Chiese e Comunità ecclesiali d’Occidente, saranno presenti 13 delegazioni, tra cui quella della Comunione Anglicana, guidata da Sua Grazia Dott. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, della Federazione Luterana Mondiale, della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate, del Consiglio Metodista Mondiale, dell’Alleanza Battista Mondiale e di altre Comunioni mondiali. Parteciperà anche una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese, guidata dal Segretario Generale, il Rev.do Dott. Olav Fykse Tveit.All’invito del Santo Padre, diramato dalla Commissione per i Rapporti religiosi con l’ebraismo, ha risposto positivamente anche l’ebraismo mondiale. Parteciperanno delegazioni dell’International Committee on Interreligious Consultation, del Gran Rabbinato di Israele e di altre organizzazioni ebraiche di carattere internazionale. In particolare, l’ebraismo in Italia sarà rappresentato dal Rabbino Capo di Roma, il Dott. Riccardo Di Segni.[01424-01.01] [Testo originale: Italiano]
  • INTERVENTO DEL REV.MO MONS. MELCHOR JOSÉ SÁNCHEZ DE TOCA Y ALAMEDAPer la prima volta, il Santo Padre ha voluto invitare dei non credenti ad un incontro interreligioso e ha incaricato il Pontificio Consiglio della Cultura di trasmettere questo invito ad alcune persone, quasi a rappresentare idealmente il mondo della non credenza. Nel comunicato diffuso dalla Sala Stampa, il 2 aprile 2011, sull’incontro di Assisi, si leggeva: “saranno invitate a condividere il cammino dei rappresentanti delle comunità cristiane e delle principali tradizioni religiose anche alcune personalità del mondo della cultura e della scienza che, pur non professandosi religiose, si sentono sulla strada della ricerca della verità e avvertono la comune responsabilità per la causa della giustizia e della pace in questo nostro mondo”. Sebbene la scelta del Santo Padre rappresenti una novità per questo tipo di appuntamenti, l’attenzione ai non credenti che ne è alla base si pone in continuità con il suo pensiero. Basti citare qui l’idea del “Cortile dei Gentili”, da lui proposta nel Discorso alla Curia Romana del 21 dicembre 2009. All’origine di questa innovativa scelta del Santo Padre vi è la convinzione che l’uomo, sia credente sia non credente, è sempre alla ricerca di Dio e dell’Assoluto; egli è, pertanto, sempre un pellegrino alla ricerca in cammino verso la pienezza della verità. Per il credente, questa ricerca è sostenuta e illuminata dalla certezza della fede, mentre per i non credenti spesso si tratta di un cercare “come a tastoni”, secondo l’espressione del discorso paolino all’Agorà di Atene (At 17,27). E’ un tema dalle profonde risonanze agostiniane: Deus semper quaerendus, un Dio che si cerca per trovarlo e trovatolo lo si cerca ancora: «Nam et quaeritur ut inveniatur dulcius, et invenitur ut quaeratur avidius» (De Trinitate, XV, 2,2). Anche il Beato Newman amava dire che la verità non è qualcosa che si possiede, ma si è posseduti da essa.La consapevolezza di essere dei pellegrini alla ricerca della verità consente un dialogo franco e sincero tra credenti e non credenti: “nella misura in cui il pellegrinaggio della verità è vissuto autenticamente, esso apre al dialogo con l’altro, non esclude nessuno e impegna tutti ad essere costruttori di fraternità e di pace” (Comunicato della Sala Stampa, 2.04.2011).Questo è anche lo spirito che anima “il Cortile dei Gentili”, un’iniziativa messa in atto dal Pontificio Consiglio della Cultura per rispondere all’invito lanciato dal Santo Padre. Essa consiste in una serie di incontri tra credenti e non credenti sui temi alti della ragione, dell’etica, dell’esistenza umana ed ha avuto inizio a Parigi, nel mese di marzo 2011, con un preludio all’Università di Bologna. Successivamente, si è tenuto un incontro a Bucarest l’11 e il 12 ottobre, e ieri, 17 ottobre, a Firenze. Nei prossimi mesi sono già in cantiere nuovi appuntamenti a Tirana, Barcellona, Stoccolma e altre città. Vogliamo ricordare in particolare che mercoledì 25 ottobre, presso l’Università Roma III, ci sarà una tavola rotonda con partecipazione degli invitati alla Giornata di Assisi, sul tema “Credenti e non credenti di fronte alle sfide della modernità”. La straordinaria accoglienza che ha trovato questa iniziativa, spesso tra gli stessi non credenti e negli ambienti laici, conferma la necessità di un nuovo dialogo tra credenti e non credenti.Per il Pontificio Consiglio della Cultura, tuttavia, si tratta della continuazione di un vecchio cammino. L’attuale Dicastero, creato da Giovanni Paolo II nel 1982, raccoglie l’eredità del Segretariato per i non Credenti, fondato da Paolo VI nell’aprile del 1965 durante il Concilio Vaticano II come realizzazione concreta dello spirito della costituzione Gaudium et spes. Se negli anni precedenti questo dialogo si era alquanto affievolito, adesso torna con forza alla ribalta.Per quanto riguarda gli invitati del Pontificio Consiglio della Cultura, bisogna dire, innanzitutto, che non si tratta di una delegazione, a differenza degli altri ospiti, sia di altre Chiese e comunità cristiane, sia di altre confessioni religiose. Anche se essi sono stati scelti pensando a una certa rappresentanza linguistica o culturale, tuttavia provengono dal mondo occidentale (Europa e America), dove la non credenza rappresenta un fenomeno importante, mentre in altri continenti, come l’Asia e l’Africa, essa è relativamente marginale.Gli invitati che hanno accettato di partecipare alla Giornata di Assisi sono:

    - Prof.ssa Julia KRISTEVA: nata in Bulgaria (1941), vive in Francia dal 1966. Linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice francese. Ha collaborato con Michel Foucault, Roland Barthes, Jacques Derrida e Philippe Sollers e si è sposata con quest’ultimo. Ha scritto una trentina di libri.

    - Prof. Remo BODEI (1938): Professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Pisa, dopo essere stato a lungo alla Scuola Normale Superiore della stessa città. Ha studiato e insegnato in diverse università e istituzioni culturali europee e americane. Dal 1992 è Recurrent Visiting Professor presso la University of California, Los Angeles.

    - Prof. Guillermo HURTADO (1962): filosofo messicano. Dopo aver studiato filosofia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di México-UNAM, ha continuato gli studi all’Università di Oxford, come alunno del Magdalen College. Nel gennaio 1991 è entrato a far parte dell’Instituto de Investigaciones Filosóficas dell’Università di México UNAM.

    - Prof. Walter BAIER (1954): Economista austriaco, Coordinatore della Rete “Transform!”, un foro di ricerca europeo che raggruppa riviste e “think tanks” di sinistra. È membro del Partito Comunista Austriaco.

    [01440-01.01]

     

  • PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI ASSISI

    “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”

    Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo

     

    Programma della giornata di giovedì 27 ottobre 2011
    ROMA
    7,00: Partenza dei Delegati dalle residenze.
    7,30: Salita dei Delegati e seguito sul Treno Frecciargento. Non ci saranno giornalisti sul treno. La sale stampe sono ad Assisi.
    7,50: Il Santo Padre giunge in auto alla Stazione Vaticana e qui è accolto da:
    1. On. Altero Matteoli – Ministro dei Trasporti
    2. Ing. Mauro Moretti – Amministratore Delegato FFSS
    3. Prof. Lamberto Cardia – Presidente FFSS
    8,00: Partenza di Papa Benedetto XVI e delle Delegazioni in treno dalla Stazione Vaticana.. Nella carrozza del Santo Padre saranno presenti i Capi Delegazione più importanti. (Durante il viaggio sarà consegnato a tutti i viaggiatori un ricordo in argento delle Ferrovie dello Stato. Il CTV riprenderà il viaggio e i Delegati).
    ASSISI
    9,45: Arrivo alla stazione ferroviaria di Assisi. I Delegati lasceranno il treno per prendere posto su alcuni Pullman per il trasferimento alla Basilica di S. Maria degli Angeli. I Capi Delegazione partiranno con dei Mini Bus assieme al Santo Padre, il quale scenderà per ultimo dal convoglio e riceverà il saluto delle Autorità italiane:
    1. S.E. Mons. Domenico Sorrentino – Arcivescovo-Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
    2. Dott. Gianni Letta – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Rappresentante del Governo
    3. S.E. il Signor Francesco Maria Greco – Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede
    4. Signora Catiuscia Marini – Presidente Regione Umbria
    5. Dott. Enrico Laudanna – Prefetto di Perugia
    6. Dott. Claudio Ricci – Sindaco di Assisi
    7. Dott. Marco Vinicio Guasticchi – Presidente Provincia Perugia
    8. Sig. Massimo Antonini - Capo Stazione Santa Maria degli Angeli
    10,15: Le Delegazioni trovano posto nella Basilica di S. Maria degli Angeli. All’esterno della Basilica sono previsti maxi schermi per i pellegrini.
    Il Santo Padre è ricevuto sulla soglia della Basilica di Santa Maria degli Angeli da:
    1. P. José Rodriguez Carballo – Ministro Generale Frati Minori
    2. P. Marco Tasca – Ministro Generale Frati Minori Conventuali
    3. P. Mauro Jöhri – Ministro Generale Frati Minori Cappuccini
    4. P. Michael J. Higgins - Ministro Generale Terz’Ordine Regolare San Francesco
    Il Santo Padre a Sua volta accoglie sulla porta della Basilica i Capi Delegazione, che gli saranno presentati dai Cardinali Capi Dicastero coinvolti, e che prenderanno posto sul palco.
    - Saluto Card. Turkson- proiezione di un video a memoria dell’incontro del 1986- intervento di Sua Santità Bartolomeo I (Arcivescovo di Costantinopoli, Patriarca Ecumenico)
    - intervento di Sua Grazia Dott. Rowan Douglas Williams (Arcivescovo di Canterbury – Primate della Comunione Anglicana)
    - intervento di Sua Eminenza Norvan Zakarian (Arcivescovo Primate della Diocesi Armena in Francia
    brano d’organo
    - intervento di Rev. Dott. Olav Fykse Tveit (Segretario Generale Consiglio Ecumenico delle Chiese)
    - intervento di Rabbi David Rosen (Rappresentante Gran Rabbinato d’Israele
    - intervento di Prof. Wande Abimbola (Portavoce IFA e Religione Yoruba)
    brano d’organo
    - intervento di Acharya Shri Shrivatsa Goswami (Rappresentante della Religione Induista)
    - intervento di Most Ven. Ja-Seung (Presidente di “Jogye Order”, Buddhismo Coreano)
    - intervento del Dott. Kyai Haji Hasyim Muzadi (Segretario Generale della Conferenza Internazionale delle Scuole Islamiche)
    - intervento della Prof.ssa Julia Kristeva (Rappresentante Non Credenti)
    brano d’organo- Intervento del Santo Padre Papa Benedetto XVI
    12,30: Terminato l’incontro in Basilica, il Santo Padre e i Capi Delegazione entrano nel convento della Porziuncola. All’ingresso il Santo Padre è accolto da:
    1. P. Fabrizio Migliasso – Custode
    2. P. Massimo Lelli – Rettore della Basilica
    Seguono tutti i membri delle Delegazioni
    13,00: Pranzo frugale nei Refettori del Convento di S. Maria degli Angeli.
    13,45-15,30: Tempo di silenzio, per la riflessione e/o la preghiera personali. A ciascuno dei partecipanti sarà assegnata una stanza nella casa di accoglienza adiacente al Convento di S. Maria degli Angeli.
    13,45: I Giovani, si mettono in cammino dalla Basilica di S. Maria degli Angeli verso la piazza San Francesco, luogo in cui si sono tenuti i precedenti raduni.
    15,15: Le Delegazioni vengono accompagnate con Mini Bus alla piazza San Francesco e prendono subito posto nel settore loro riservato. Durante l’arrivo delle Delegazioni i cori del Gen Verde, Gen Rosso e Interfrancescano eseguono vari canti e coreografie:
    1. Coro Interfrancescano
    2. Gen Verde
    3. Gen Rosso
    4. Coro Diocesano
    15,45: Il Santo Padre e i Capi Delegazione percorrono a piedi il tratto dall’uscita della Basilica di Santa Maria degli Angeli a piazza Los Angeles, dove prenderanno posto sui Mini Bus, per giungere a piazza San Francesco.
    16,30: Incontro conclusivo:
    - saluto introduttivo del Card. Tauran (Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso)- Rinnovo Solenne dell’Impegno per la Pace. Durante la lettura unico sottofondo musicale per tutta la durata degli impegni- Introduzione di S.S. Bartolomeo I (Arcivescovo di Costantinopoli, Patriarca Ecumenico)
    - Federazione Luterana Mondiale
    - Sikh
    - Sua Eminenza Aleksandr (Patriarcato di Mosca)
    - Alleanza Mondiale Battista
    - Mussulmano
    - Metropolita Gregorios (Patriarcato Siro – ortodosso di Antiochia)
    - Confuciano
    - Mussulmano
    - Buddhista
    - Rabbino
    - Rev. Dr. Setri Nyomi (Comunione Mondiale delle Chiese Riformate)
    - Guillermo Hurtado (Rappresentante Non Credenti)- Conclusione del Santo Padre Benedetto XVI- momento di silenzio- gesto simbolico (accensione e consegna delle lampade ai Capi Delegazioni). Durante la consegna delle lampade il Coro esegue la “Preghiera Semplice“. Terminato il canto i ragazzi ritirano le lampade dai Capi Delegazione.- Monizione del Cardinale Koch (Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani)- Scambio della pace tra i Delegati.- Congedo del Santo Padre Papa Benedetto XVI

    - canto finale “Cantico delle Creature” (eseguito dal Coro della Diocesi di Assisi)

    18,00: il Santo Padre e i Capi Delegazione che lo desiderano sosteranno brevemente davanti alla tomba di San Francesco.
    18,30: gli autobus nello stesso ordine di arrivo partono alla volta della stazione ferroviaria di Assisi. Partiranno prima i pullman con i Delegati, poi i Mini Bus con i Capi Delegazioni.
    19,00: partenza del Treno Frecciargento per Roma
    20,30: Arrivo alla Stazione Ferroviaria della Città del Vaticano
    Programma della giornata di venerdì 28 ottobre 2011
    11,30: Incontro di Papa Benedetto con le Delegazioni (Sala Clementina del Palazzo Apostolico).
    13,00: Pranzo offerto dal Cardinale Segretario di Stato (Aula Paolo VI).

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