Redazione Il Vaticanese

Dieta Mediterranea ed Ecumenismo: le religioni entrano in cucina

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Dieta Mediterranea ed Ecumenismo

Venerdì “di magro”, cioè astinenza dalla carne, e digiuno (il mercoledì delle Ceneri e il venerdì Santo): atto di fede o tradizione imparata da bambini, sono le rare prescrizioni alimentari del cristianesimo. Forse ci sembrano un po’ rigide per la nostra epoca del fast-food, magari perché ci venivano imposte quando eravamo piccole e non riuscivamo a capirle. Eppure il cristianesimo è una religione che a tavola è tutt’altro che severa.

A differenza di altri fedeli, i cristiani non hanno nessuna difficoltà ad accettare i piatti di culture diverse e possono farlo senza commettere peccato. E le rotondità dei ministri di culto, frati e preti, sono proverbiali e letterarie: come si fa a immaginare magro il don Abbondio dei Promessi Sposi? Libertà e fantasia in cucina ci hanno anche permesso di inventare numerosi piatti legati alle feste natalizie e pasquali, dal panettone milanese alla pastiera napoletana, o dedicati a protettori e patroni, come le chiacchiere per sant’Antonio.

Nessuna religione al mondo trascura l’aspetto gastronomico: la fede dovrebbe manifestarsi in ogni aspetto della vita, ed eccola perciò entrare anche in cucina. La tavola contribuisce a mantenere viva la cultura di un popolo e la religione, a sua volta, orienta le scelte alimentari quotidiane dei fedeli. In questo il cristianesimo è un’eccezione: solo il cristiano può mangiare indifferentemente sushi giapponese e carne di maiale, sperimentare cucina messicana e orientale, senza alcun tabù. Le altre religioni hanno codici alimentari molto più articolati. Non per forza punitivi: spesso le prescrizioni riguardano la celebrazione delle feste, con particolari alimenti dal valore simbolico. Altre volte, invece, proprio il rigore delle norme ha stimolato la creatività ai fornelli: basti pensare alla severità ebraica che obbliga al cibo kasher ma che ha portato all’invenzione del goloso – e gioioso – fois-gras.

Ma perche gli ebrei hanno una normativa alimentare così dettagliata? Perché i musulmani non mangiano proprio la carne di maiale? Perché i buddhisti sono vegetariani? Lo scopriamo con l’aiuto di due libri: A tavola con le religioni, di Massimo Salani (EDB) e Religione come cibo e cibo come religione, a cura di Oscar Marchisio (Franco Angeli). Per conoscersi, non c’è niente di meglio che sedersi a tavola insieme: rispondere a queste domande è un bel modo per avvicinarsi agli altri. E per stare meglio nella società multirazziale nella quale viviamo oggi.

Per approfondire clicca qui: http://www.truncellito.com/2005/religioni-cucina - a cura di Mariateresa Truncellito

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