Il Santo Padre: non fede privata ma Testimoni veraci di Luce cristiana

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Il Santo Padre Benedetto XVI su IL VATICANESE.IT

Dalla Germania il Santo Padre ha scelto di comunicare al mondo, oltre che ai presenti, con un linguaggio fortemente simbolico che ricorda quello di Giovanni Paolo II quando incitò i giovani ad essere e manifestarsi “Sentinelle del Mattino“. E vi riuscì. Il discorso di Benedetto XVI non promuove scale di grigi interpretabili ma scandisce il tempo presente alludendo al Bianco, alla Luce, alla testimonianza di Cristo e al buio che ora deve essere illuminato. Il Papa è stato grande perchè ha saputo trovare il linguaggio sintetico e fortemente simbolico per svegliare molti cuori assopiti da una Chiesa cattolica che rischia di confondersi troppo con una società senza sale. E’ Gesù Cristo la grande novità che vive e risplende in ognuno di noi e dunque la Luce che la nostra testimonianza emana non può che illuminare la società delle ombre. Il Vaticanese.IT
Voi siete la luce del mondo, perchè Gesù è la vostra luce“. Così Benedetto XVI si è rivolto stasera ai giovani riuniti con lui nella veglia di preghiera alla Fiera di Friburgo, in un discorso tutto giocato sulla simbologia della luce come metafora della fede che deve diffondersi e illuminare il mondo.
Abbiate il coraggio di impegnare i vostri talenti e le vostre doti per il Regno di Dio e di donare voi stessi – come la cera della candela – affinchè per vostro mezzo il Signore illumini il buio“, ha esortato il Papa. “Sappiate osare di essere santi ardenti – ha aggiunto -, nei cui occhi e cuori brilla l’amore di Cristo e che, in questo modo, portano luce al mondo. Io confido che voi e tanti altri giovani qui in Germania siate fiaccole di speranza, che non restano nascoste”.

L’INCONTRO CON IL COMITATO CENTRALE DEI CATTOLICI TEDESCHI

“In Germania la Chiesa è organizzata in modo ottimo. Ma, dietro le strutture, vi si trova anche la relativa forza spirituale, la forza della fede in un Dio vivente?”. Se lo è chiesto il Papa incontrando il Comitato Centrale dei cattolici tedeschi, cioè l’organismo che organizza i grandi raduni del Katholichentage. “Sinceramente – ha affermato – dobbiamo però dire che c’è un’eccedenza delle strutture rispetto allo Spirito”. Per il Papa, “la vera crisi della Chiesa nel mondo occidentale è una crisi di fede”. “Se non arriveremo ad un vero rinnovamento nella fede – ha scandito – tutta la riforma strutturale resterà inefficace”. Il Pontefice ha ricordato che alle porte della Chiesa bussano “persone alle quali manca l’esperienza della bontà di Dio. Hanno bisogno di luoghi, dove possano parlare della loro nostalgia interiore”. Dunque, ha osservato, “siamo chiamati a cercare nuove vie dell’evangelizzazione. E una di queste vie potrebbe essere costituita dalle piccole comunità, dove si vivono amicizie, che sono approfondite nella frequente adorazione comunitaria di Dio”. In queste comunità, ha continuato, “ci sono persone che raccontano le loro piccole esperienze di fede nel posto di lavoro e nell’ambito della famiglia e dei conoscenti, testimoniando, in tal modo, una nuova vicinanza della Chiesa alla società. A quelle persone appare poi in modo sempre più chiaro che tutti hanno bisogno di questo cibo dell’amore, dell’amicizia concreta l’uno con l’altro e con il Signore”.

Per il Papa Ratzinger, però, “resta soprattutto importane il collegamento con la linfa vitale dell’Eucaristia, perchè senza Cristo non possiamo far nulla”. “Cari fratelli e sorelle – ha concluso con un auspicio – il Signore ci indichi sempre la via per essere insieme luci nel mondo e per mostrare al nostro prossimo la via verso la sorgente, dove possono soddisfare il loro più profondo desiderio di vita”. (Il vaticanese – Avvenire)

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