Mario Campanella

Il Sistema è malato

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Le polemiche politiche in Italia sostanzialmente non esistono più. Non esistono da quando cadde la prima Repubblica che, pur con i suoi vizi , rappresentava il meglio della società civile e che non seppe resistere ai cambiamenti derivati dalla caduta del Muro.

Quali sono oggi le polemiche imperanti? Quelle relative al premier ed ai suoi presunti vizi . E’ come se il sistema si fosse inceppato in un corto circuito grazie al quale sopravvive il personalismo del premier e, come effetto paradossale , la sua antitesi.

Non è un caso che i consensi nel centrosinistra premino sempre di più Idv e non la parte riformista della coalizione .

Cosi si perdono mesi, anni per dibattere di questioni che sono lontane sideralmente dai problemi della gente . E’ populismo qualunquistico chiedere che ci sia un dibattito serio sulla sanità, sui problemi della terza età, che si pratichi l’assistenza domiciliare non lasciando scoperte le famiglie ?

E’ sempre demagogia invocare un dibattito sul precariato, sui disagi di una generazione call center che spesso è abbrutita dalla mancanza di prospettive serie e certe per il proprio futuro?

Quanto sarebbe servita al Paese una vera riforma della giustizia che applicasse il referendum del 1988 , sanzionasse i magistrati che sbagliano dolosamente , aumentasse le garanzie per gli indagati e la certezza della pena per chi è veramente colpevole ?

Non sono forse questi argomenti più sensati delle scorribande sessuali di cui si legge senza pudore dappertutto, ormai ?

Eppure , sono centinaia di migliaia gli anziani non assistiti, altrettanti i precari che vivono in mezzo al guado e non sono pochi gli innocenti finiti in carcere e condannati per le imperizie di qualche magistrato e per l’assoluto potere di cui gode questa istituzione che, invece, dovrebbe essere armonicamente equilibrata con gli altri poteri costituzionali .

Il personalismo mediatico e politico non produce altro che disaffezione , astensionismo e lontananza dalla partecipazione attiva .

Se non fosse per alcune organizzazioni sociali ( come la Chiesa) che mantengono una certa coesione, nelle periferie si assisterebbe alla solitudine .

Non sappiamo quando questo periodo passerà. Ma è auspicabile che una nuova fase nasca, nelle riforme condivise, nell’attenzione sociale , nell’espulsione di un gossip ossessivo e marcio dal dibattito . Forse è solo un sogno , ma sarebbe un sogno produttivo per tutto il Paese.

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